Danza Istintiva

Gli sciamani attraverso le danze rituali, ascoltavano il pulsare del pianeta ed il suono dei suoi elementi: terra, aria, acqua e fuoco. Attraverso le danze cercavano di ottenere coraggio, compassione, di prevedere il futuro tramite visione e di guarire. Danzare era come pregare e omaggiare l’Universo.
Danzando possiamo portare nella nostra realtà il potere e la guarigione del Mondo degli Spiriti. Il suono dei tamburi sciamanici rievoca una memoria atavica, cellulare, che è presente in ognuno di noi. La danza sciamanica tocca i nostri blocchi emotivi e li porta a galla per permetterci di liberarcene; questo può provocare reazioni di pianto, di riso, di rabbia, a volte anche molto intense, delle quali non bisogna in nessun modo avere paura, ma è indispensabile che, una volta attivati, questi processi possano completarsi senza venire interrotti. Scoprirete come il movimento libero, consapevole, il movimento nel quale vi concedete di essere totali nei vostri gesti, sia una tecnica meditativa profonda al pari dell’assoluta immobilità.

L’obiettivo della danza sciamanica è la guarigione attraverso la connessione con la nostra parte interiore, quella più profonda del nostro essere e l’evoluzione spirituale. La danza ha un grande potere trasformativo, è un veicolo di guarigione profonda e utilizza il corpo come strumento per un viaggio interiore verso la consapevolezza. Fin dai tempi antichi veniva utilizzata come mezzo di celebrazione e di preghiera per connettersi al divino, al proprio Sé interiore, alla propria Anima. Attraverso la danza è possibile sciogliere blocchi energetici, esprimere aspetti di se sopiti, recuperare frammenti d'anima, risanare ferite interiori e riconoscere, accettare e accogliere la meravigliosa Bellezza della Vita.

"Corpo, conducimi in questa meravigliosa danza di trasformazione,
Corpo, conducimi nella spirale di consapevolezza,
Corpo, medicina dell'Anima,
attraverso te, scopro me stesso/a,
attraverso te, entro in un Sogno nuovo"

Che io possa divenire terra,
che io possa divenire cielo,
che io possa divenire la montagna,
che io possa divenire il mare,
che io possa crescere,
allargando e allungando il mio corpo,
fino a disperdermi nel Vuoto dell’Infinito